Chirurgia generale

chirurgia generale

La chirurgia generale miniinvasiva è una tecnica chirurgica che prevede l’utilizzo di strumenti con un punto di entrata ridotto e tagli di pochi millimetri, consentendo l’esecuzione di qualsiasi tipo di intervento chirurgico. L’evoluzione della chirurgia miniinvasiva rappresenta una svolta rivoluzionaria nella storia della chirurgia, ma richiede l’uso di apparecchiature altamente sofisticate, pertanto viene eseguita solo in centri specializzati.

La chirurgia miniinvasiva trova applicazione in diversi campi, come la rimozione di cisti o fistole sacro-coccigee, cisti ovariche, miomi o fibromi uterini, prolassi vaginali, ernia iatale e reflusso gastroesofageo, malattie del colon e del piccolo intestino, appendicectomia, ernia inguinale e ombelicale, laparocele, rene, milza, surrene, diastasi dei muscoli retti, obesità patologica, malattie dello stomaco e della tiroide.

La calcolosi della colecisti è una patologia che colpisce circa il 15% della popolazione adulta italiana, causata dalla sedimentazione di piccoli sassolini di sali nella colecisti. La diagnosi viene effettuata tramite una semplice ecografia dell’addome. L’unica terapia definitiva ed efficace è la colecistectomia laparoscopica, un’operazione miniinvasiva che comporta l’asportazione della colecisti con i calcoli. L’intervento, che viene eseguito in anestesia generale, dura circa 45 minuti e prevede l’effettuazione di quattro piccole incisioni (massimo 1 cm di lunghezza) attraverso cui viene introdotta la sonda a fibre ottiche e gli strumenti chirurgici necessari. La colecistectomia laparoscopica è indicata già alla comparsa di cattiva digestione e coliche.

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